La mattina del 26 settembre, presso il Complesso Monumentale di San Francesco in Casanova di Carinola, si è svolto un convegno di studi dedicato a Padre Michele Piccirillo, “L'archeologo di Terra Santa”.
L'incontro, promosso dall'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme (Luogotenenza per l'Italia Meridionale-Tirrenica, Sez. Terra di Lavoro - delegazione di Alife - Sessa Aurunca - Teano) e le Diocesi di Teano-Calvi, di Alife-Caiazzo e di Sessa Aurunca, è stato un importante appuntamento per ricordare la figura del frate carinolese, la sua opera e il suo forte legame con il territorio locale.
Durante i saluti iniziali, il Vescovo, S.E. Mons. Giacomo Cirulli, ha ricordato Padre Michele come una persona che è riuscita a lavorare per l'unità dei popoli: "Facendo il suo lavoro con le sue capacità, la sua cultura, è stato sempre un uomo di pace e di conciliazione, tra le diverse religioni, i diversi popoli. E questo credo che nel tempo che stiamo vivendo sia un aspetto molto, molto importante da sottolineare".
A ricordare Padre Michele erano presenti alcuni amici e colleghi, di cui riportiamo qualche pensiero e condivisione.
Padre Giovanni Claudio Bottini, decano emerito dello SBF, si è intrattenuto in uno straordinario racconto di pagine di vita di P. Michele, in particolare quelle della malattia, affrontata negli ultimi mesi in Italia da giugno del 2008, e ha citato passi del diario e dei taccuini scritti dal caro francescano e archeologo. Queste le parole conclusive della conferenza di padre Claudio: «Spero proprio che nessuno pensi che abbia inteso fare un ritratto oleografico o bigotto di Piccirillo; lui non me lo perdonerebbe e farei offesa alla verità. Egli è rimasto sé stesso sino alla fine: schietto, risoluto, forte, indomabile. Tuttavia, dopo ciò che ho scoperto e ho provato a confidare del modo in cui questo fratello e amico ha affrontato gli ultimi mesi della sua esistenza, mi sia permesso affermare che Michele Piccirillo quei tre "Eccomi!" non solo non li aveva mai ritirati in vita, ma li ha confermati con tutto il suo essere, andando incontro alla malattia e alla morte in piena consapevolezza, con fede robusta e speranza certa. Nella fede cristiana noi crediamo e speriamo che quel momento supremo per Michele Piccirillo, – francescano di Terra Santa, presbitero della Chiesa Cattolica, archeologo nel Medio Oriente, ma anzitutto e soprattutto radicalmente uomo e cristiano, – è coinciso con l’incontro definitivo con Dio, terra promessa e beatitudine eterna di tutti i credenti, di cui ora egli attende il compimento ultimo dal Monte Nebo dove egli riposa».
Al convegno di studi era presente anche la Dott.ssa Carla Benelli, per molti anni collaboratrice di Padre Michele, che ha illustrato le istituzioni, oggi operative, da lui fondate: il Mosaic Centre di Gerico, l’Asssociazione Pro Terra Sancta e i vari Luoghi Santi in cui sono stati fatti importanti scavi e restauri. La Dott.ssa Benelli ha osservato: «Il lavoro avviato da Piccirillo non si è fermato con la sua scomparsa, ma la sua visione continua a influenzare la conservazione del patrimonio nella regione. Diverse iniziative di rilievo sono nate direttamente dai suoi metodi, dai suoi principi e dalle sue reti professionali, a dimostrazione del valore a lungo termine dell’approccio da lui promosso. È inoltre giusto ricordare, qui nel suo paese natale, il ruolo della famiglia Piccirillo, che ha sostenuto Michele fin dall’inizio, soprattutto nella salvaguardia e promozione del Monte Nebo in Giordania, un lavoro portato avanti con grande impegno, dopo la sua morte, dalla Custodia Francescana di Terra Santa. Oggi il Monte Nebo è uno dei siti archeologici e religiosi più visitati della regione, dimostrando come una conservazione attenta possa servire sia alla protezione di un sito archeologico sia alla salvaguardia di un luogo sacro».
Ed infine, un saluto appassionato lo ha rivolto ai presenti al convegno, Padre Gianfranco Pinto Ostuni, ofm, commissario generale di Terra Santa per l’Italia meridionale, che ha raccontato alcuni suoi incontri con P. Michele: «Il primo momento è sul Monte Nebo. Non ero ancora entrato in servizio nella Custodia; ero in Giordania con un pellegrinaggio dei frati pugliesi. Piccirillo mi ospitò per una notte sul monte. Lo seguiva una troupe della Rai. Quella sera, sulla terrazza del Memoriale di Mosè, sotto un cielo stellato, ci parlò dei mosaici e delle pietre. Compresi allora che per lui i mosaici di Madaba e di Umm al-Rasas non erano solo reperti: erano persone che in quei luoghi avevano pregato, lavorato e vissuto, e di cui lui parlava con passione».
Un convegno molto fruttuoso sulla figura di Padre Michele. Allo Studium Biblicum Franciscanum continuiamo a portarlo nel cuore e a conservarne il ricordo, imitandone il carisma e l’azione.
Don Gianantonio Urbani