Esegesi NT

Esegesi NT 2017-2018

Esegesi NT
*Il compimento della Scrittura nella narrazione della passione giovannea (cf. Gv 19,16-42): Sal 69(68).

– Requisiti. Per la frequenza del corso è richiesta la conoscenza sia dell’ebraico che del greco tale da consentire l’analisi dei testi proposti e la partecipazione attiva alle lezioni.
– Scopo generale del corso. Il corso si propone di introdurre lo studente all’analisi della narrazione della passione giovannea, sullo sfondo semitico espresso dalle Scritture ebraiche, in particolare dal Sal 69(68),22 presente in allusione in Gv 19,28-30 e in 1QHa,12.
a) Contenuto generale del corso. I) Status quaestionis sulla Scrittura in Giovanni e sul rapporto tra Qumran e Giovanni; II) La Scrittura nel Quarto Vangelo, elementi generali e strutturali; III) Organizzazione del brano della passione giovannea (cf. Gv 19,16-42); IV) Esegesi: i. Il perfetto compimento, la sete e l’aceto (cf. vv. 28-30); ii. Rimandi intra-testuali: − Il tema della sete in Gv 4 ed il compimento in Gv 4,34 − L’acqua viva in Gv 7,37-39; iii. Rimandi inter-testuali, sfondo giudaico di Gv 19,28-30; − Una lettura del Sal 69(68); − Sal 69(TM),22 in 1QHa,12; iv. Sal 69(68),10 in Gv 2,17; v. Sal 69(68),5 in Gv 15,17; V) Conclusioni
b) Competenze. Il corso intende introdurre lo studente alla conoscenza di una struttura generale del Quarto Vangelo e in particolare della passione giovannea. Soprattutto si inizieranno i partecipanti a leggere il vangelo di Giovanni sullo sfondo del giudaismo coevo, espresso dall’uso del Sal 69(68) della passione giovannea e da alcuni manoscritti del Mar Morto.
c) Capacità critiche. In tale percorso si intende offrire allo studente gli elementi necessari per un confronto pertinente e critico tra Quarto Vangelo, Scritture ebraiche e manoscritti del Mar Morto, facendo uso del metodo intertestuale.
– Tipo di corso, metodologia di insegnamento e supporti didattici usati. Il corso sarà sviluppato attraverso l’esegesi dei brani in oggetto in lezione frontale, con l’ausilio di presentazione in Power Point, schemi, mappe concettuali.
– Valutazione finale. La valutazione prevede un esonero scritto a metà corso (non obbligatorio), ed esame orale sulla materia restante (o sull’intero corso per chi non avesse l’esonero). Per l’esame è richiesta la presentazione di un articolo tra quelli indicati in bibliografia e la conoscenza del testo greco di Gv 18–20. È anche possibile presentare un elaborato scritto di circa 20 pp. Se il numero degli studenti fosse ridotto, e con l’accordo di tutti i partecipanti al corso, si può anche offrire una impostazione di tipo seminariale, con elaborato scritto finale.
Bibl.: Oltre ai principali commentari del Quarto Vangelo (Brown, Fabris, Keener, Léon-Dufour, Manns, Michaels, Moloney, Schnackenburg, Köstenberger, Simoens, ecc.) e a quanto qui indicato, ulteriore bibliografia sarà indicata durante il corso.
a. Sull’uso della Scrittura in Gv: M. Daly-Denton, David in the Fourth Gospel. The Johannine Reception of the Psalms (AGJU 47), Leiden – Boston – Köln 2000; S. Hamid-Khani, Revelation and Concealment of Christ. A Theological Inquiry into the Elusive Language of the Fourth Gospel (WUNT/2 120), Tübingen 2000; H. Hubner, Vetus Testamentum in Novo. Vol. 1/2, Evangelium secundum Iohannem, Göttingen 2003; D.J.J. Menken, Old Testament Quotations in the Fourth Gospel. Studies in textual form, Kampen 1996; A. Obermann, Die christologische Erfüllung der Schrift im Johannesevangelium (WUNT/2 83), Tübingen 1996.
b. Sulle citazioni scritturistiche nella passione giovannea: R. Boily, “L’accomplissement parfait de l’Écriture. Étude su Jean 19,23-42”, BSW 1 (1998) 136-176; internet (16.06.2004) http://www.bsw.org/?l=1111&a=arti6.html; I. De La Potterie, Il mistero del cuore trafitto. Fondamenti biblici della spiritualità del Cuore di Gesù, StudBib 15, Bologna 1988; C. Mariano, Tetelestai. Il significato della morte di Gesù alla luce del compimento della Scrittura in Gv 19,16b-37 (QRSR 14), Monopoli 2010; M.M. Thompson, “«They bear witness to me»: the Psalms in the Passion Narrative of the Gospel of John”, in J.R. Wagner – C.K. Rowe – A.K. Grieb (a cura di), Word leaps the gap, Grand Rapids, MI 2008, 267-283.
c. Sul rapporto tra Giovanni e Qumran: R. Bauckham, “The Qumran Community and the Gospel of John”, in H. Schiffman – E. Tov – J.C. VanderKam (a cura di), The Dead Sea Scrolls Fifty Years after Their Discovery. Proceedings of the Jerusalem Congress, July 20-25, 1997, Jerusalem 2000, 105-115; J.H. Charlesworth, “A Critical Comparism of the Dualism in 1QS 3:13–4:26 and the «Dualism» Contained in the Gospel of John”, in J.H. Charlesworth (a cura di), John and the Dead Sea Scrolls, New York 1992, 76-106; M.L. Coloe – T. Thatcher (a cura di), John, Qumran, and the Dead Sea scrolls: sixty years of discovery and debate (SBL.EJL32) Atlanta (GA) 2011; J. Frey, “Licht aus den Höhlen? Der ,johanneische Dualismus‘ und die Texte von Qumran”, in J. Frey – U. Schnelle (a cura di), Kontexte des Johannesevangeliums. Das vierte Evangelium in religions- und traditions-geschichtlicher Perspektive (WUNT 175) Tübingen 2004, 117-203; J.A. Fitzmyer, “Qumran Literature and the johannine Writings”, in J.R. Donahue (a cura di), Life In Abundance: Studies Of John’s Gospel In Tribute To Raymond E. Brown, S.S., Collegeville (Minn.) 2005, 117-133.
d. Sul Sal 69 in Gv: R.L. Brawley, “An Absent Complement and Intertextuality in John 19:28-29”, JBL 112/3 (1993) 427-443; S.M. Bryan, “Consumed by zeal: John’s use of Psalm 69:9 and the action in the temple”, BBR 21/4 (2011) 479-494; I. Carbajosa, “L’uso del Sal 69 nel Vangelo di Giovanni”, L’Antico nel Nuovo: Il ricorso alla Scrittura nel Nuovo Testamento (ed. F. Belli et al.) Epifania della Parola. Nuova serie, Bologna 2008, 101-119; R.A. Culpepper, “The death of Jesus: an exegesis of John 19:28-37”, Faith and Mission 5/2 (1988) 64-70; Id., “The theology of the Johannine passion narrative: John 19:16b-30”, Neot 31/1 (1997) 21-37; W. Kraus, “Die Vollendung der Schrift nach Joh 19,28: Überlegungen zum Umgang mit der Schrift im Johannesevangelium”, in C.M. Tuckett (a cura di), Scriptures in the Gospels Louvain 1997, 629-636; D.P. Leyrer, “Exegetical brief: John 19:28-- «I am thirsty» and the fulfillment of Scripture”, WLQ 103/2 (2006) 119-121; I. de La Potterie, “La sete di Gesù morente e l’interpretazione giovannea della sua morte”, in Sapienza della croce oggi, 1, Torino 1976, 33-49; Y. Simoens, “La mort de Jésus selon Jn 19,28-30”, NRTh 119/1 (1997) 3-19; M. Spurrell, “Interpretation of «I thirst»”, CQR 167/362 (1966) 12-18; J.L. Staley, “Reading with a Passion: John 18:1-19:42 and the erosion of the reader”, SBL.SP 31 (1992) 61-81; M. Theobald, “Der Tod Jesu im Spiegel seiner «letzten Worte» vom Kreuz”, ThQ 190/1 (2010) 1-30; M.M., Thompson, “«They bear witness to me»: the Psalms in the Passion Narrative of the Gospel of John”, in Word leaps the gap, Grand Rapids 2008, 267-283; D. Tidball, “Songs of the crucified one: the Psalms and the crucifixion”, SBJT 11/2 (2007) 48-61; L.T. Witkamp, “Jesus’ Thirst in John 19:28-30: Literal or Figurative?”, JBL 115/3 (1996) 489-510.
e. Ulteriore bibliografia: A.M. Lupo, La sete, l’acqua, lo spirito. Studio esegetico e teologico sulla connessione dei termini negli scritti giovannei (AnGr.T. 289) Roma 2003; M. Marion, Schriftdiskurse im Johannesevangelium: eine narrativ-intertextuelle Analyse am Paradigma von Joh 4 und Joh 7 (WUNT 2. Reihe 380) Tübingen 2014; J. Oniszczuk, La passione del Signore secondo Giovanni. Gv 18-19 (Retorica Biblica) Bologna 2011.
A. Cavicchia

*Il ministero apostolico di Paolo per l’edificazione della Chiesa in 1Cor 1-6.
– Requisiti. Conoscenza del greco del NT.
– Contenuto del corso. Il corso prenderà in esame le prime due sezioni della prima lettera ai Corinzi: 1Cor 1−4 e 1Cor 5−6. Queste due unità argomentative, pur trattando tematiche specifiche legate a situazioni contingenti, sono accomunate da un percorso teologico attraverso cui l’Apostolo approfondisce i nuclei fondanti della vocazione ecclesiale dei Corinzi.
Di fronte al problema delle divisioni comunitarie, Paolo ribadisce in 1Cor 1−4 come la Chiesa sia fondata sull’annuncio apostolico di Cristo crocifisso: Dio ha manifestato il suo progetto di salvezza attraverso l’evento della croce, che è scandalo e stoltezza per il mondo. All’interno di questa logica paradossale di Dio può essere interpretato rettamente il ruolo degli apostoli ed il loro servizio per il bene della comunità. In 1Cor 5−6, invece, i Corinzi sono chiamati a confrontarsi con una logica del mondo che rischia di minare alla radice un elemento essenziale della fede cristiana, ossia la consapevolezza che il corpo del credente è destinato a partecipare della stessa risurrezione di Cristo. Alla luce di questo dato fondamentale, Paolo chiede alla comunità di prendere le distanze da un compromesso con il peccato che negherebbe di fatto l’identità dei credenti.
– Scopo del corso. Lo scopo della nostra indagine sarà quello di seguire da vicino la dinamicità dell’argomentazione di Paolo e, quindi, di affacciarci su alcuni punti nodali che intessono la sua teologia: lo scandalo della croce e il mysterion, la funzione rivelatrice dello Spirito, il ministero apostolico letto nell’ottica della croce, la Chiesa nelle sue relazioni con Dio e con gli apostoli, l’antropologia cristocentrica, l’uso e la funzione della Scrittura.
– Metodologia del corso. Il primo passo del nostro percorso sarà quello di studiare, attraverso il metodo retorico-letterario, la dispositio di 1Cor 1−4 e di 1 Cor 5−6, in modo da avere un quadro ben definito dello sviluppo del ragionamento di Paolo attraverso l’organizzazione delle micro-unità che compongono le due sezioni. Il secondo passo consisterà nell’analisi esegetica di alcuni passaggi importanti delle due sezioni: 1Cor 2,6-16; 4,14-17; 6,12-20. In questa analisi più specifica sarà importante precisare la funzione dei singoli brani studiati all’interno del loro contesto argomentativo.
– Competenze. Le competenze che il corso intende offrire sono due: 1) la capacità di seguire le dinamiche argomentative di Paolo attraverso il metodo retorico-letterario; 2) l’acquisizione di un metodo di analisi esegetica che possa mettere in luce la densità del linguaggio e della teologia di Paolo.
– Metodologia di insegnamento. Il corso sarà svolto con lezioni frontali ma sarà richiesta anche una discussione sulla bibliografia e sugli approfondimenti personali degli studenti.
– Metodo di valutazione finale. La valutazione finale sarà fatta mediante un esame orale. Si terrà conto anche della partecipazione attiva degli studenti alle lezioni.
Bibl.: a) Per una conoscenza della retorica antica e delle tecniche argomentative di Paolo: B. Mortara Garavelli, Manuale di retorica, Milano 199410; J.-N. Aletti, “La dispositio rhétorique dans les épîtres pauliniennes: propositions de méthode”, New Testament Studies 38 (1992), 385-401; Id., “Paul et la rhétorique”, in Association Catholique Française pour l’Étude de la Bible, Paul de Tarse (Lectio Divina 165), Paris 1996, 38-40; Id., “La rhétorique paulinienne: construction et communication d’une pensée”, in A. Dettwiler (a cura di), Paul, une théologie en costruction, Genève 2004, 47-66; F. Bianchini, L’analisi retorica delle lettere paoline. Un’introduzione, Cinisello Balsamo (MI) 2011.
b) Commentari alla 1 Corinzi: G. Barbaglio, La prima lettera ai Corinzi (Scritti delle origini cristiane 16), Bologna 1996; R. Ciampa – B. Rosner, The First Letter to the Corinthians, Grand Rapids 2010; H. Conzelmann, 1Corinthians: A Commentary on the First Epistle to the Corinthians, Philadelphia 1975 (edizione originale in lingua tedesca, Göttingen 1981); G. Fee, The First Epistle to the Corinthians (The New International Commentary on the New Testament), Grand Rapids 1987; J.A. Fitzmyer, First Corinthians (The Anchor Yale Bible 32), New Haven – London 2008; W. Schrage, Der erste Brief an die Korinther (Evangelisch-Katholischer Kommentar zum Neuen Testament), Zürich 1991-2001; A.C. Thiselton, The First Epistle to the Corinthians (The New International Greek Testament Commentary), Grand Rapids 2000.
c) Monografie e articoli: J.-N. Aletti, “L’autorité apostolique de Paul. Théorie et pratique”, in A. Vanhoye (a cura di), L’Apôtre Paul. Personnalité, style et conception du ministère, Leuven 1986, 229-246; Id., “Sagèsse et Mystère chez Paul”, Association Catholique Française pour l’Étude de la Bible, La sagesse biblique de l’Ancien au Nouveau Testament (Lectio Divina 160), Paris 1995, 355-379; M. Bockmuehl, Revelation and Mystery in Ancient Judaism and Pauline Christianity, (Wissenschaftliche Untersuchungen zum Neuen Testament. 2. Reihe, 36), Tübingen 1990; M. D’Agostino, “Un Paolo stoico o un Epitteto paolino? Ripensare gli slogan in 1Cor 6, 12-20”, Rivista Biblica 52 (2004) 41-75; B. Fiore, “«Covert Allusions» in 1 Corinthians 1–4”, The Catholic Biblical Quarterly 47 (1985), 85-102; B. Gladd, Revealing the Mysterion. The Use of Mystery in Daniel and Second Temple Judaism with Its Bearing of First Corinthians (Beihefte zur Zeitschrift für die neutestamentliche Wissenschaft 160), Berlin – New York 2008; P. Gutierrez, La paternité spirituelle selon saint Paul, Paris 1968; R. Jewett, Paul’s Anthropological Terms, Leiden 1971; P. Lampe, “Theological Wisdom and the «Word About the Cross». The Rhetorical Scheme in 1 Corinthians 1–4”, Interpretation 44 (1990), 117-131; A.S. May, ‘The Body for the Lord’. Sex and Identity in 1Corinthians 5-7 (JSNT SS 278), London – New York 2004; M.M. Mitchell, Paul and the Rhetoric of Reconciliation: An Exegetical Investigation of the Language and Composition of 1 Corinthians, Tübingen 1991; M. Pascuzzi, Ethics, Ecclesiology and Church Discipline (Tesi Gregoriana. Serie Teologia, 32), Roma 1999; R. Penna, Il “Mysterion” paolino. Traiettoria e costituzione, Brescia 1978; S. Salvatori, La sapienza e lo Spirito. Studio retorico-letterario di 1Cor 2,6-16, Assisi 2011; Id., “Paolo servo di Dio e padre dei Corinzi in 1Cor 1−4”, LA 65 (2015) 193-229; I. Sichkaryk, Corpo (ΣΟΜΑ) come punto focale nell’insegnamento paolino. Ricerca esegetica e teologico-biblica (Tesi Gregoriana. Serie Teologia, 185), Roma 2011; D.R. Smith, ‘Hand this Man Over to Satan’. Curse, Exclusion and Salvation in 1 Corinthians 5, London – New York 2008; C.W. Strüder, Paulus und die Gesinnung Christi. Identität und Entscheidungsfindung aus der Mitte von 1 Kor 1-4 (Bibliotheca Ephemeridum Theologicarum Lovaniensium 190), Leuven 2005; W.L. Willis, “The «Mind of Christ» in 1Cor 2:16”, in Biblica 70 (1989), 110-122.
Un’ulteriore bibliografia sarà fornita durante il corso.
S. Salvatori

**Dalle beatitudini alla perfezione (Mt 5).
– Requisiti. Conoscenza del greco del NT.
– Scopo generale del corso. Il corso ha lo scopo di approfondire il messaggio contenuto nella prima parte del “discorso sul monte”: beatitudini, sale della terra e luce del mondo, compimento della Torah nell’insegnamento di Gesù e perfezione.
– Metodo di valutazione. Esame orale.
Bibl.: D.C. Allison, “The Structure of the Sermon on the Mount”, JBL 106 (1987), 423-445; H.D. Betz, The Sermon on the Mount. A Commentary on the Sermon on the Mount, Including the Sermon on the Plain (Matthew 5:3-7:27 and Luke 6:20-49) (Hermeneia), Minneapolis 1995; W.D. Davies – D.C. Allison, A Critical and Exegetical Commentary on the Gospel According to Saint Matthew (ICC), voll. I-III, Edinburgh 1988-1997; C.S. Keener, The Gospel of Matthew. A Socio-Rhetorical Commentary, Grand Rapids – Cambridge 2009; M. Munari, Il Compimento della Torah. Gesù e la Scrittura in Mt 5,17-48 (SBF Analecta 81), Jerusalem 2013; U. Luz, Matthew 1-7. A Commentary (Hermeneia), Minneapolis 2007; J. Nolland, The Gospel of Matthew. A Commentary on the Greek Text (NIGTC), Grand Rapids – Cambridge 2005.
Altra bibliografia verrà fornita durante il corso.
M. Munari

**The Gospel of Luke: Ministry in Galilee.
The Galilean section of the Gospel (4:14–9:50) presents the activity of Jesus in Galilee as a peripatetic ministry without a specific geographical goal in view. Jesus goes from one place to another, but always within the same region or territory. After an unsuccessful inaugural speech in Nazareth, Jesus is forced to leave his hometown and seek another, more favorable, venue for his mission (4:16). He withdraws to Capernaum and begins to teach in the local synagogue (4:31). While in Capernaum he enters the house of Simon (4:38) and teaches by the lake of Gennesaret (5:1). The next day Jesus teaches in an unnamed town (5:12) and returns to Capernaum to dine in the house of Levi (5:29). Having spent some time in prayer on a mountain, Jesus chooses those who will be his apostles (6:12-16) and teaches a great crowd of those who come from all parts of Judea and Jerusalem and the coastal regions of Tyre and Sidon (6:17). The next episodes portray Jesus returning to Capernaum (7:1), visiting Nain (7:11), and going to the region of the Gerasenes, opposite Galilee (8:26). A short visit in the territory of the Gerasenes is the only time during the Galilean ministry when Jesus leaves Galilee. After the healing of the Gerasene demoniac, Jesus returns to Capernaum and heals the daughter of Jairus and a woman with a hemorrhage (8:40-56). After the feeding of the 5,000 (9:10-17), Luke recounts Peter’s confession (9:18-21), but he does not identify where it occurs. According to Mark 8:27-30 and Matthew 16:13-20, Peter confesses Jesus as the Messiah in the region of Caesarea Philippi. In Luke’s account Peter’s confession takes place somewhere in Galilee, in a place where Jesus was praying alone (9:18), about eight days before the transfiguration (9:28-36). Therefore, Peter’s confession in Luke is more comprehensible than it is in Mark. Whereas in Luke the confession of Peter follows the feeding of the 5,000 (9:10-17), in Mark the confession comes somewhat unexpectedly, given the incomprehension of the disciples. The redactional changes made by Luke provide a rationale for Peter’s confession and reveal Luke’s intention in composing the Galilean section of the Gospel. Luke omits Jesus’ travels outside Galilee and presents the beginning of Jesus’ public ministry as centered in Galilee and the villages along the lake of Gennesaret. The subject of the course will be the study of the beginning of Jesus’ ministry in Galilee (Luke 4,14—5,39).
– Requirements. Students who wish to take the course are required to possess a good knowledge of Biblical Greek, as well as the ability to offer an idiomatic translation of the Greek text into a modern language.
– Goal and methodology. The course aims to familiarize the students with Jesus’ teaching in its narrative context of the ministry in Galilee.
– Final evaluation. Oral exam. The student may instead opt to write a paper of approximately twenty-five pages; bibliography excluded. The form of final evaluation must be chosen by the beginning of May.
Bibl.: Students are encouraged to choose one of the best commentaries in their own language. These may be accompanied by: G.C. Bottini, Introduzione all’opera di Luca (SBF Analecta 35), Jerusalem 1992; F. Bovon, Luke the Theologian: Fifty-Five Years of Research (1950-2005), Waco 2006; F. Bovon, Das Evangelium nach Lukas, EKKNT III, Neukirchen 1989-2009; J.A. Fitzmyer, The Gospel according to Luke, AB 28-28A, New York 1981-85; J.B. Green, The Gospel of Luke, Grand Rapids 1997; J. Nolland, Luke (WBC 35), Dallas 1993. The rest of the bibliography, articles and monographs will be presented at the beginning of the course.
P. Blajer

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